Nessuno tocchi Caino, ma nemmeno i suoi familiari!
Le recenti operazioni anticrimine, come le precedenti, hanno fatto emergere nuovamente il problema del rapporto tra Piovra & Politica ed hanno suscitato un dibattito tra dirigenti di partito e opinionisti che un giorno sì e l’altro pure, tengono viva la questione. Nella storia della Sicilia la questione è sempre stata presente ed è stata da molte parti affrontata ma con scarsi esiti come d’altronde lo è la questione più prettamente criminale, sembra che nello scontro tra Mafia e Stato quest’ultimo sia, come dire, destinati sempre a perdere, ciò dove indurre tutti a cercare di capire il perché e porvi le giuste soluzioni. All’ordine del giorno vi è il “nuovo” aspetto emerso di recente: la Mafia tenderebbe non più a condizionare o colludere gli eletti ma vorrebbe piazzare i propri uomini nei ruoli politici.
Ammesso e non concesso che è una nuova strategia, non concesso perché ricordo una foto con il Sindaco di Pantelleria (se non ricordo male, posso pure sbagliare) ritratto con un mitra in mano dentro la sua stanza del Municipio, così come ricordo di un altro Sindaco con la pistola nel cassetto della propria scrivania in Comune e credo che ci siano nella storia d’Italia diversi casi di amministratori e/o politici organici alla criminalità, quindi il dubbio sulla “nuova” strategia d’infiltrazione mi resta. Mi resta ed è rafforzato dalle conclusioni dei lavori della Commissione Antimafia con riferimento alla normativa sugli Scioglimenti degli EE.LL per infiltrazione mafiosa, La norma degli anni 90 e stato oggetto di bilancio ed analisi, basata sulle relazioni delle commissioni straordinarie, nelle cui conclusione s’invita il parlamento a adeguare ai tempi ed all’esperienza fatta la norma essenzialmente su tre versanti:
1)l’univocità del percorso dei ricorsi amministrativi al decreto di scioglimento;
2) la possibilità che il provvedimento colpisca il singolo o i soggetti specifici anziché l’intero corpo degli eletti;
3) la possibilità del licenziamento o dell’allontanamento per il Funzionario responsabile del servizio colluso con l’organizzazione criminale.
E' proprio quest’ultimo punto quello che mi crea maggiori dubbi. Con la riforma Bassanini, la responsabilità amministrativa è passata ai funzionari, i quali oltre a tale responsabilità ed un incremento degli stipendi hanno pure iniziato a ricevere le attenzioni della Mafia, la quale anziché stare a perdere tempo con chi non ha potere, i politici, investono sul funzionario le proprie attenzioni, minacce e danneggiamenti vari, da cui il caso di Comuni sciolti per responsabilità afferenti i responsabili dei servizi e non il corpo politico.
Stando così le cose che senso ha parlare di Codice Etico tra i partiti? Ma chi in questo momento sciupa fiumi d’inchiostro sull’argomento, dove ha vissuto negli ultimi decenni ? Già quando c’erano i partiti diciamo stabili, una sorte d’autoregolamentazione c’è stata, la butto lì a caso, cosa è stato il rinnovamento di De Mita? Si è forse evitato un inutile processo ad Andreotti? Che ruolo ha il certificato penale nullo? Ed il certificato del godimento dei diritti politici? Od ancora le dichiarazioni che si firmano per candidarsi in cui si attesta che non si è mafiosi? Ed ancora il limite di due legislature ecc.? Ttutti i tentativi sono naufragati nel mare del nulla di fatto! Codice etico. E se domani la mafia si fa un partito e non si attiene al codice etico che fa non può partecipare alle elezioni? Ma come, nella storia d’Italia vi sono stati terroristi che dalle patrie galere sono passato agli scranni parlamentari per poi fuggire all’estero ed un codice etico dovrebbe fermare un’organizzazione criminale? Ed ancora si consente ad un ex terrorista di fare il segretario della Camera e si vuole proibire al nipote di un mafioso di fare il consigliere comunale? Se nessuno deve toccare Caino, nessuno tocchi i parenti di Caino!
Ma che significa che io posso fare tutte le dichiarazioni per candidarmi, sono consapevolmente a posto ed in regola e poi a mia insaputa le veline dei servizi o le indagini dei magistrati utilizzano le posizioni delle parentele fino all’ennesimo grado per sciogliere enti locali o per fare scoppiare scandali che coinvolgono deputati, senatori, ministri ecc? Ma di quale etica parliamo?
E’ etico non avere consentito l’inclusione in lista di un Ex Assessore regionale giudicato innocente per tre gradi di giudizio e che ha avuto anche il risarcimento per ingiusta detenzione? E’ etico che i suoi figli cresciuti a pane e politica non potranno mai fare politica?
Ha ragioni chi, da dirigente di partito, ritiene essere un problema di “Consapevolezza” che deve prevalere in ogni soggetto politico, consapevolezza di chi si mette in lista, consapevolezza su a chi si danno responsabilità di partito, consapevolezza di chi vuole scendere direttamente in campo.
Al di là della consapevolezza un codice etico ha senso se:
1) i partiti siano in numero discreto e non sia possibile farsene un uso famiglia.
2) i partiti siano gli unici ad assumersi la responsabilità della selezione della classe dirigente.
3) il voto sia opinione su uomini e programma e non merce di scambio.
Personalmente preferisco il sistema maggioritario, ma è condivisibile che la recente legge elettorale nazionale, sistema proporzionale a liste bloccate, potrebbe essere un ottimo strumento di contrasto all’infiltrazione mafiosa nella politica anche quella regionale, ecco alcune proposte per l’elezione dell’Assemblea Regionale Siciliana:
1)Per la costituzione di nuovi partiti e/o liste le firme vanno raccolte e depositate nelle segreterie degli Enti Locali ed in numero pari al 10% del corpo elettorale; (oggi e troppo facile fare una lista od un partito).
2)Se gli eletti intercorrono in fatti di mafia, si scioglie il partito d’appartenenza; (se c’è la giustizia sportiva non si capisce perché la magistratura ordinaria si dovrebbe occupare di Codice Etico dei Partiti).
3)Abolizione della preferenza; ( contro il voto di scambio mafioso, occupazionale, commerciale).
Allora sì che vi sarebbe Consapevolezza e non vi sarebbe discriminazione e vi sarebbe più libertà, perché e immensamente illiberale impedire ad uomini liberi e forti di fare politica in virtù del si dice, o in virtù di veline dei servizi di cui tutti parlano, ma nessuno vede e che sono tirate fuori a comodo o per battaglie politiche date in pasto a giornali e/o magistrati più o meno inconsapevoli.
Bisognerebbe ripulire gli archivi di veline costruite ad hoc per limitare la libertà dell’esercizio politico di molti che hanno subito i soprusi di pochi.
E’ per caso da Codice Etico che oggi ed in questo momento, nel nostro bel Paese il Ministro di Giustizia è il compare d’anello di un pentito che brigava in Comune ed ha fatto una finta Carta d’Identità a Provenzano. E’ etico che la Presidenza della Commissione Antimafia sia disputata da due soggetti; l’uno che ha un doppio cognome che nasconde, (io non lo so perché ma chiedetelo a Sgarbi), che è stato in giunta con Ciancimino, che ha affermato che il sospetto è l’anticamera della verità e che ha sospettato ed accusato Falcone di tenere le prove contro Andreotti nei cassetti e che Sciascia ha definito Professionista dell’Antimafia; l’altro che è accidentalmente incappato nelle dichiarazioni del pentito di cui sopra perché brigava con un Sindaco di sinistra di un grosso comune sciolto per mafia o quasi per la terza volta; Sciascia oggi vivo non esiterebbe a definirli i Mafiosi dell’antimafia. Pensando a Kennedy io proverò a stilare un disegno di legge per l’abolizione della preferenza elettorale in Sicilia e dopo chiederò ai parlamentari prima del mio partito e poi a tutti di sottoscriverla, e se non lo faranno proverò a capire se su iniziativa popolare tale legge può essere proposta. Non sarò deputato, non sarò un paladino dell’antimafia ma se una legge siffatta nascerà un buon colpo la mafia lo subirà!
Ammesso e non concesso che è una nuova strategia, non concesso perché ricordo una foto con il Sindaco di Pantelleria (se non ricordo male, posso pure sbagliare) ritratto con un mitra in mano dentro la sua stanza del Municipio, così come ricordo di un altro Sindaco con la pistola nel cassetto della propria scrivania in Comune e credo che ci siano nella storia d’Italia diversi casi di amministratori e/o politici organici alla criminalità, quindi il dubbio sulla “nuova” strategia d’infiltrazione mi resta. Mi resta ed è rafforzato dalle conclusioni dei lavori della Commissione Antimafia con riferimento alla normativa sugli Scioglimenti degli EE.LL per infiltrazione mafiosa, La norma degli anni 90 e stato oggetto di bilancio ed analisi, basata sulle relazioni delle commissioni straordinarie, nelle cui conclusione s’invita il parlamento a adeguare ai tempi ed all’esperienza fatta la norma essenzialmente su tre versanti:
1)l’univocità del percorso dei ricorsi amministrativi al decreto di scioglimento;
2) la possibilità che il provvedimento colpisca il singolo o i soggetti specifici anziché l’intero corpo degli eletti;
3) la possibilità del licenziamento o dell’allontanamento per il Funzionario responsabile del servizio colluso con l’organizzazione criminale.
E' proprio quest’ultimo punto quello che mi crea maggiori dubbi. Con la riforma Bassanini, la responsabilità amministrativa è passata ai funzionari, i quali oltre a tale responsabilità ed un incremento degli stipendi hanno pure iniziato a ricevere le attenzioni della Mafia, la quale anziché stare a perdere tempo con chi non ha potere, i politici, investono sul funzionario le proprie attenzioni, minacce e danneggiamenti vari, da cui il caso di Comuni sciolti per responsabilità afferenti i responsabili dei servizi e non il corpo politico.
Stando così le cose che senso ha parlare di Codice Etico tra i partiti? Ma chi in questo momento sciupa fiumi d’inchiostro sull’argomento, dove ha vissuto negli ultimi decenni ? Già quando c’erano i partiti diciamo stabili, una sorte d’autoregolamentazione c’è stata, la butto lì a caso, cosa è stato il rinnovamento di De Mita? Si è forse evitato un inutile processo ad Andreotti? Che ruolo ha il certificato penale nullo? Ed il certificato del godimento dei diritti politici? Od ancora le dichiarazioni che si firmano per candidarsi in cui si attesta che non si è mafiosi? Ed ancora il limite di due legislature ecc.? Ttutti i tentativi sono naufragati nel mare del nulla di fatto! Codice etico. E se domani la mafia si fa un partito e non si attiene al codice etico che fa non può partecipare alle elezioni? Ma come, nella storia d’Italia vi sono stati terroristi che dalle patrie galere sono passato agli scranni parlamentari per poi fuggire all’estero ed un codice etico dovrebbe fermare un’organizzazione criminale? Ed ancora si consente ad un ex terrorista di fare il segretario della Camera e si vuole proibire al nipote di un mafioso di fare il consigliere comunale? Se nessuno deve toccare Caino, nessuno tocchi i parenti di Caino!
Ma che significa che io posso fare tutte le dichiarazioni per candidarmi, sono consapevolmente a posto ed in regola e poi a mia insaputa le veline dei servizi o le indagini dei magistrati utilizzano le posizioni delle parentele fino all’ennesimo grado per sciogliere enti locali o per fare scoppiare scandali che coinvolgono deputati, senatori, ministri ecc? Ma di quale etica parliamo?
E’ etico non avere consentito l’inclusione in lista di un Ex Assessore regionale giudicato innocente per tre gradi di giudizio e che ha avuto anche il risarcimento per ingiusta detenzione? E’ etico che i suoi figli cresciuti a pane e politica non potranno mai fare politica?
Ha ragioni chi, da dirigente di partito, ritiene essere un problema di “Consapevolezza” che deve prevalere in ogni soggetto politico, consapevolezza di chi si mette in lista, consapevolezza su a chi si danno responsabilità di partito, consapevolezza di chi vuole scendere direttamente in campo.
Al di là della consapevolezza un codice etico ha senso se:
1) i partiti siano in numero discreto e non sia possibile farsene un uso famiglia.
2) i partiti siano gli unici ad assumersi la responsabilità della selezione della classe dirigente.
3) il voto sia opinione su uomini e programma e non merce di scambio.
Personalmente preferisco il sistema maggioritario, ma è condivisibile che la recente legge elettorale nazionale, sistema proporzionale a liste bloccate, potrebbe essere un ottimo strumento di contrasto all’infiltrazione mafiosa nella politica anche quella regionale, ecco alcune proposte per l’elezione dell’Assemblea Regionale Siciliana:
1)Per la costituzione di nuovi partiti e/o liste le firme vanno raccolte e depositate nelle segreterie degli Enti Locali ed in numero pari al 10% del corpo elettorale; (oggi e troppo facile fare una lista od un partito).
2)Se gli eletti intercorrono in fatti di mafia, si scioglie il partito d’appartenenza; (se c’è la giustizia sportiva non si capisce perché la magistratura ordinaria si dovrebbe occupare di Codice Etico dei Partiti).
3)Abolizione della preferenza; ( contro il voto di scambio mafioso, occupazionale, commerciale).
Allora sì che vi sarebbe Consapevolezza e non vi sarebbe discriminazione e vi sarebbe più libertà, perché e immensamente illiberale impedire ad uomini liberi e forti di fare politica in virtù del si dice, o in virtù di veline dei servizi di cui tutti parlano, ma nessuno vede e che sono tirate fuori a comodo o per battaglie politiche date in pasto a giornali e/o magistrati più o meno inconsapevoli.
Bisognerebbe ripulire gli archivi di veline costruite ad hoc per limitare la libertà dell’esercizio politico di molti che hanno subito i soprusi di pochi.
E’ per caso da Codice Etico che oggi ed in questo momento, nel nostro bel Paese il Ministro di Giustizia è il compare d’anello di un pentito che brigava in Comune ed ha fatto una finta Carta d’Identità a Provenzano. E’ etico che la Presidenza della Commissione Antimafia sia disputata da due soggetti; l’uno che ha un doppio cognome che nasconde, (io non lo so perché ma chiedetelo a Sgarbi), che è stato in giunta con Ciancimino, che ha affermato che il sospetto è l’anticamera della verità e che ha sospettato ed accusato Falcone di tenere le prove contro Andreotti nei cassetti e che Sciascia ha definito Professionista dell’Antimafia; l’altro che è accidentalmente incappato nelle dichiarazioni del pentito di cui sopra perché brigava con un Sindaco di sinistra di un grosso comune sciolto per mafia o quasi per la terza volta; Sciascia oggi vivo non esiterebbe a definirli i Mafiosi dell’antimafia. Pensando a Kennedy io proverò a stilare un disegno di legge per l’abolizione della preferenza elettorale in Sicilia e dopo chiederò ai parlamentari prima del mio partito e poi a tutti di sottoscriverla, e se non lo faranno proverò a capire se su iniziativa popolare tale legge può essere proposta. Non sarò deputato, non sarò un paladino dell’antimafia ma se una legge siffatta nascerà un buon colpo la mafia lo subirà!
























































1 commento:
Ciao beppe, grazie e buon inizio settimana anche a te...
Bacio!
Francy
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