Palermo: La disfida per il governo della città è entrata nel vivo. A farcelo percepire è il ritorno di antichi slogan, frasi ed atteggiamenti da tramonto di prima repubblica, ed i soggetti che riportano in auge il vecchiume sono gli stessi che gia 22 anni fa dicevano le medesime cose e proponevano le medesime ricette tipo antimafia, sospetti, veleni e cassetti. Ritornano con la presunzione e la proposopea di chi è convinto di conoscere il proprio pollo che in questo caso è il popolo Palermitano.Il prof. Leoluca Orlando Cascio già Sindaco ed amministratore di lungo corso, pensate che quando Ciancimino era Sindaco lui ne era un Assessore, tornato alla politica nazionale per mezzo di un Di Pietro dopo che aveva fuso nei Democratici, sfogliati in Margherita, la Rete con cui aveva acchiappato pesci in tutta Italia partendo da Palermo; dopo 22 anni si propone come volto nuovo alla carica di primo cittadino. Il Reuccio è vivo, viva il Reuccio. Il Reuccio è tornato a dare pubblica udienza ai mercati storici, in mezzo al popolo che lo ama perché lo conosce, ogni volta che si vota, Orlando non manca di mangiare un panino con la milza a tal posto oppure uno con panelle a tal altro posto. Il peso degli anni però si vede e si sente. Pare che abbia una fissa, chiede disperatamente del Sindaco Cammarata, chiede a tutti “Chi la visto?”, egli sostiene in tal modo sottolineare la differenza lo stesso ed il suo successore: l’uno popolano che mangia la frittola al mercato, l’altro schivo che per evitare la consuetudine dei clients sotto casa ha preferito vivere in barca quando non è al lavoro. Perchè cari signori il bello è proprio questo, che mai Palermo ha avuto così tanti cambiamenti rapidi e profondi come in questa sindacatura, grazie al lavoro umile ma tenace di Diego Cammarata, instancabile e concreto realizzatore, assiduo frequentatore di Villa Niscemi e null’altro come dire “Barca e Municipio”.
Immagino Orlando come ci sia rimasto male quando buttatosi a capofitto con le primarie-farsa, convinto di avere conquistato una visibilità locale perduta si è ritrovato il sogno sbarrato da una montante campagna di comunicazione del Sindaco Cammarata. Il fantasma di Cammarata aleggia in Città, trovasi allocato sopra le fioriere agli angoli delle strade, si materializza in una strana forma, assume l’aspetto di titoli di giornale riportati con la testata e la data di pubblicazione su manifesti colore porpora con scritte bianche. I compagni hanno iniziato a taroccarli, io li ricerco nel web e non li trovo, ma i titoli sono sorprendenti, mandano tutti un messaggio positivo di rinascita della Città. Anche le testate, non solo le locali ma le nazionali e la stampa estera nonché i settimanali, insomma tutti testimoniano i cambiamenti che la città in questi anni ha avuto.
Le Primarie il nuovo palcoscenico della propaganda politica pre-campagna elettorale vengono ad essere cosi offuscate e vanificate da una campagna promozionale in cui non appare altro che i titoli delle testate, manco una foto del Sindaco, di un assessore solo titoli che parlano di successi, di inaugurazioni, di giardini ritrovati, di rinascita di arte ed architettura, di citta più Cool d’Italia, insomma una campagna promozionale della città bella, efficace e positiva. Il Fantasma di Cammarata che turba le notti insonne dei compagni e di Orlando. Lui non ce, nessuno lo ha visto ma tutti parlano di come è cambiata la Città.
Il Sindaco non si vede, anziché andare in giro con le blindate a fare confusione nei mercatini sta seduto alla sedia a lavorare per cambiare questa città e la vita dei suoi concittadini. Un esempio per tutti, anzi due: il primo il Foro Italico, finalmente il giardino a mare dei Palermitani è realtà. Il secondo il centro storico, rinato a tal punto che le Suore di Madre Teresa di Calcutta hanno deciso di lasciare il Centro Storico per mancanza di materia prima, i poveri. I Palermitani non dimenticano gli sforzi inefficaci della Primavera di Palermo per il cambiamento del centro storico: solo chiacchere, macchinette burocratiche e qualche insegna toponomastica in arabo. Orlando perderà perchè portatore di negatività, di bruttura, di storie già viste e sentite che non hanno fatto bene alla Città. Palermo ha bisogno di normalità, ha bisogno di recuperare il gap che la divide dalla giusta collocazione che merita la 5° Città d’Italia, Palermo non ha bisogno di un Sindaco popolare e d’immagine, Palermo ha bisogno di un Sindaco che faccia il Sindaco, che lavori, che faccia i fatti e porti i risultati e che quando non è nel suo ufficio si tolga dai piedi e non faccia confusione con le blindate per strada; ecco appunto prendi la barca e togliti di mezzo, l’importante è che Palermo risulta cambiata e lo si sappia, fantasmi o meno.
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