1.22.2007

Primarie a Palermo: i déjà vu che non ti aspettavi più

La pre-campagna elettorale di Palermo, ovvero le primarie da farsa del teatrino della politica di sinistra, ti fanno percepire come “già vissuta” quella che dovrebbe essere una nuova esperienza democratica. Del ritorno di Orlando ho già scritto e ritengo superfluo continuare a scriverne dato che è chiaro a tutti che un soggetto che da più di 20 anni domina la scena locale non ha più nulla da dire stante gli argomenti ed i modi con cui si pone ad iniziare anche dal linguaggio immutato nei decenni con cui lo stesso si presenta ad iniziare dai ghirigori oratori: esperienza già a lungo vissuto.

Il secondo déjà vu e offerto dalla prima sfidante, Alessandra Siracusa, insegnate, persona squisita e affabile ma la cui “cassetta degli attrezzi” politica ha tanti difetti ad iniziare dal fatto che la stessa gli è stata regalata proprio da Orlando, di cui è stata assessore alla pubblica istruzione nelle giunte da questo guidate, quindi gli arnesi sono quelli già usati dell’antipolitica quali: la rete di esperienze diverse, la società civile, i movimenti sciolti e non allineati, ma inquadrati nella sinistra filogovernativa e clientelare, della cultura del sospetto, dell’indottrinamento antimafioso dei giovani scolari e studenti, insomma delle chiacchiere e non dei fatti e con l’aggravante che per la ricerca della visibilità nazionale di tali attori si mette in scena una Palermo che esiste solo nei film della saga mafiosa del degrado cittadino, una scenario irreale e superato. Oggi Palermo è molto cambiata rispetto ad un ventennio fa e negli ultimi 5 anni è avvenuta una trasformazione che solo i detrattori di sinistra continuano a non volere percepire ed accettare.

Terzo déjà vu e la candidatura di Rifondazione Comunista buona solo per accrescere il parco buoi della sinistra radicale di qualche giovane antagonista al primo voto, ma almeno ha il pregio della coerenza politica, in quanto unica espressione diretta di un partito della coalizione.

Quarto déjà vu , lo sconosciuto che corre per le primarie ma che punta al seggio in Consiglio Comunale e chissà ad un posto in Giunta.

Tutto ciò avviene in una città in cui la Margherita non ha voluto il suo Orlando alla Regione contro Cuffaro ed ora lo vota anche se è migrato nell’Italia dei Valori di Di Pietro e i DS non hanno di meglio che votare la discepola di Orlando per fare un torto allo stesso.

Palermo si conferma laboratorio della politica Italiana; dove la farsa solitamente diventa tragedia il teatrino apre il sipario sull’operetta della politica.

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